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jueves, 16 de diciembre de 2021

INSTITUTO MISIONERO VATICANO ATACA A IRÁN POR SUS POLÍTICAS CONTRA EL ABORTO

Noticia tomada de GLORIA NEWS.
   
  
AsiaNews.it (3 de diciembre), un medio de propaganda de facto de la CIA, ha estado atacando a Irán por restringir el aborto y la anticoncepción y promover la familia.
    
AsiaNews.it es producido por el Instituto Pontificio para las Misiones Extranjeras (PIME), con sede en Roma. Al estilo de los socialistas que odian a los niños y a la familia, escribe que las nuevas normas las quiere el “ultraconservador” presidente Ebrahim Raisi para “controlar a las mujeres y la vida familiar”.
    
La página web se queja de que Raisi pretende “dar carpetazo a años de libre acceso a la anticoncepción [inmoral] y al aborto [asesino]”, y cita a “expertos de la ONU” que calumnian la ley de avanzada como “una flagrante violación de los derechos humanos de las mujeres”, como si asesinar niños fuera un derecho de cualquiera.
   
Irán tiene la tasa de fecundidad más baja de Oriente Medio, con un descenso del 25% en la tasa de natalidad en los últimos cuatro años, situándose ahora en un dramático 1,7 hijos por madre.
   
El fundador de la República Islámica, Ruhollah Jomeini († 1989), animaba a las familias a tener sólo uno o dos hijos, se oponía a los embarazos de menores y proporcionaba anticonceptivos o vasectomías gratuitas.
   

2 comentarios:

  1. Quién lo diría, un medio que responde al comunista Bergoglio trabajando para la CIA en atacar a un enemigo de su patrón el “Estado Sionista”.

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  2. https://www.ilmessaggero.it/AMP/vaticano/papa_francesco_turkson_cardinale_curia_liti_vaticano_czerny-6389603.html

    Vaticano, un'altra testa sta per saltare: è quella del cardinale Turkson, motivo?
    Città del Vaticano – Un'altra illustre testa sta per rotolare in Vaticano. Altro che Fratelli Tutti. Il clima si sta facendo pesante. Stavolta a fare le spese degli scontri sotterranei, degli sgambetti, delle gomitate è uno dei cardinali sui quali Papa Francesco aveva puntato di più all'inizio del suo pontificato, ma la cui stella, cammin facendo, evidentemente si è fatta sempre più opaca, fino all'epilogo di questi giorni.

    Il cardinale Peter Appiah Turkson, prefetto del dicastero dello Sviluppo Umano Integrale avrebbe già dato le dimissioni e in mattinata ha convocato tutto il personale della struttura curiale per dare spiegazioni. Cosa ci sia alla base di preciso non si sa, si escludono però problemi finanziari anche perché il dicastero ultimamente è stato sottoposto ad una audit da parte del Revisore dei Conti interno, superando l'esame con un budget in linea e con i costi che sono stati effettivamente ridotti come aveva chiesto a tutta l'amministrazione vaticana Papa Francesco, passando dai 5 milioni circa di spesa ai 3,5.

    La notizia della bufera che ha investito il dicastero dello Sviluppo Integrale è un fulmine a ciel sereno che sicuramente non va a giovare sull'immagine complessiva della Santa Sede, sempre più fiaccata da una gestione interna in forte affanno. Prima della inspiegabile uscita di Turkson (che solo fino ad alcuni giorni fa ha tenuto una conferenza stampa in Vaticano) il dicastero è stato squassato da altre uscite di peso con due sottosegretari che nel giro di pochi mesi ne sono andati, prima Duffè e poi il laico Zampini, quest'ultimo lasciando dietro di se una scia di voci malevole sul motivo reale del suo passo. Fatto sta che il maxi ministero che ha accorpato quattro pontifici consigli (Migranti, Cor Unum, Giustizia e Pace e Operatori sanitari) sembra non essere ancora riuscito ad uniformare l'attività nonostante gli sforzi e gli importanti terreni sui quali si è andato a misurare: i migranti, la crisi causata dal covid, la globalizzazione, l'ambiente e il climate change.

    L'anno scorso Papa Francesco stanco di ricevere sul suo tavolo continue lamentele sul clima pesante all'interno ha spedito un suo cardinale di fiducia, l'americano Blaise Cupich a condurre una “visitazione”, una specie di ispezione camuffata, dalla quale è stato fatto un rapporto choc frutto dei colloqui individuali interni con tutto il personale. Da questa analisi sembra apparso evidente la difficoltà della governance interna forse causata da un dualismo venutosi a creare col tempo, da una parte il settore sui migranti che fa capo al cardinale gesuita canadese Michel Czerny, molto ascoltato da Papa Francesco e dall'altra parte, l'area di pertinenza del cardinale africano Turkson, titolare (sulla carta) della responsabilità di tutto il dicastero, quindi anche dell'attività di Czerny. Potrebbe essere stato lo scontro tra i due cardinali, e la differenza di vedute e di sensibilità, ad avere accresciuto all'interno il disagio sul resto della struttura dove si lamenta, da tempo, un clima divenuto pesante.

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+Jorge de la Compasión (Autor del blog)

Jorge Rondón Santos (Editor colaborador)